Riflessione fino ad oggi

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Mi sono iscritto al Mooc sull’onda dell’entusiasmo per per il precedente corso (DOL) pensando di andare incontro a un normale percorso. Ciò in cui sono stato immerso è stato qualcosa di totalmente nuovo, ma oltremodo stimolante, anche se a ben pensarci è lo stesso sistema che cerco di adottare con i miei alunni: fare per imparare. Rispetto ad altri qualcosa sapevo, anche se di fronte a certi abitanti del villaggio mi sento molto piccolo, ma porto con me alcune scoperte che cercherò di mettere a frutto (opml, feedreader, socialbookmarking, piratepad che ho usato anche con i miei alunni,  ecc.). La cosa più importante di questi mesi è stata la fitta tessitura di relazioni tra “corsisti” e la possibilità di parteciparvi; lo scoprire giorno dopo giorno di far parte di un gruppo animato dagli stessi ideali, dalla stessa voglia di portare qualcosa di nuovo all’interno della didattica e della scuola: dal sentirsi spersi e soli, nella realtà, all’essere accettati in un villaggio, virtuale sì, ma animato da persone vere. Forse, ma anche senza forse, non sono stato molto attivo; purtroppo è il mio modo di essere, ma ho sempre tenuto tutto sotto controllo: grazie all’aggregatore comincio fin dalla mattina, con lo smartphone, a spulciare commenti su commenti, a mettere da parte post, link, suggerimenti.
Sono stati creati tanti blog interessanti, molti ho cominciato a seguirli; la speranza è che niente di quello che è stato costruito finora vada perso, ma continui a crescere, nella speranza quindi che ltis13 continui il suo percorso.

Un grazie al Prof. Andreas per quello che ha ideato e per come ci ha guidati e ci guiderà.

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Le tracce digitali

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cloud bianco

E’ un video che non ha bisogno di commenti.

Anzi. Ricomincio: andrebbe commentato a fondo. In classe coi ragazzi. A settembre. Potrebbe essere il punto di partenza di un percorso di apprendimento situato, da sviluppare con la collaborazione di tutto il Consiglio di Classe? (ci penserò meglio, sarà uno dei miei compiti delle vacanze)

(ho visto il video seguendo un link di questo post di Mum4parents, dal quale ho prelevato anche il titolo)

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Come passare il tempo

7 commenti

Giovedì scorso mancava una collega per il turno pomeridiano (insegno in una scuola a tempo pieno), niente supplente, ho dovuto sostituirla nella sua classe terza. Era stato lasciato un semplice compito: libro di lettura, racconto di Aladino e la sua lampada, leggere e rispondere a qualche sciocca domanda. Mentre i bambini cominciano diligentemente a leggere io, che non so mai farmi gli affari miei, mi faccio irretire da un’idea strana: illustrare con dei disegni il racconto, creare con questi disegni delle scene, fotografare e editare al computer come una storia semianimata. I bambini naturalmente accettano con entusiasmo e il lavoro parte.
Una volta scelti tutti i disegni da fare ognuno ha realizzato qualcosa (alla fine c’erano quattro lampade) dai personaggi alle dune del deserto, dalle palme dell’oasi alle abitazioni. I disegni sono stati ritagliati e sono cominciate le prove di come poter costruire le scene….ed è suonata la campanella. “Ma domani torni per finire?” ha chiesto qualcuno. “Naturalmente” rispondo io: nessuno mi potrà mai persuadere che per fare qualcosa con i bambini si debba guardare il timbro sul cartellino. E così venerdì mi sono fatto anche il pomeriggio con i miei momentanei alunni di terza (con felicità della supplente che si vedeva sottrarre bimbi dalla classe): abbiamo montato le scene, le abbiamo fotografate, abbiamo scelto dei lettori e registrata la storia. E poi….e poi mi ci sono volute un paio di ore di lavoro a casa per arrivare a un risultato decente.
Trovo molti difetti nel lavoro finale, ma d’altra parte è il risultato di sole tre ore e mezza di lavoro diretto con i bambini, risultati veramente bravi. E poi bambini e maestre stamani sono stati contentissimi e tanto mi basta.

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