Giovedì scorso mancava una collega per il turno pomeridiano (insegno in una scuola a tempo pieno), niente supplente, ho dovuto sostituirla nella sua classe terza. Era stato lasciato un semplice compito: libro di lettura, racconto di Aladino e la sua lampada, leggere e rispondere a qualche sciocca domanda. Mentre i bambini cominciano diligentemente a leggere io, che non so mai farmi gli affari miei, mi faccio irretire da un’idea strana: illustrare con dei disegni il racconto, creare con questi disegni delle scene, fotografare e editare al computer come una storia semianimata. I bambini naturalmente accettano con entusiasmo e il lavoro parte.
Una volta scelti tutti i disegni da fare ognuno ha realizzato qualcosa (alla fine c’erano quattro lampade) dai personaggi alle dune del deserto, dalle palme dell’oasi alle abitazioni. I disegni sono stati ritagliati e sono cominciate le prove di come poter costruire le scene….ed è suonata la campanella. “Ma domani torni per finire?” ha chiesto qualcuno. “Naturalmente” rispondo io: nessuno mi potrà mai persuadere che per fare qualcosa con i bambini si debba guardare il timbro sul cartellino. E così venerdì mi sono fatto anche il pomeriggio con i miei momentanei alunni di terza (con felicità della supplente che si vedeva sottrarre bimbi dalla classe): abbiamo montato le scene, le abbiamo fotografate, abbiamo scelto dei lettori e registrata la storia. E poi….e poi mi ci sono volute un paio di ore di lavoro a casa per arrivare a un risultato decente.
Trovo molti difetti nel lavoro finale, ma d’altra parte è il risultato di sole tre ore e mezza di lavoro diretto con i bambini, risultati veramente bravi. E poi bambini e maestre stamani sono stati contentissimi e tanto mi basta.

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