Per questo nuovo ciclo ho deciso di usare il metodo analogico di Camillo Bortolato. Dopo anni di “tradizione” intraprendo un viaggio in un territorio nuovo: il metodo analogico.
linea del 20 strumento
Rispetto ai tempi proposti abbiamo iniziato con del ritardo, abbiamo dovuto consultare i genitori per l’acquisto del materiale, contattare la casa editrice e aspettare la consegna. Quello che più mi mette in crisi è la difficoltà ad operare con lo strumento per le esercitazioni quotidiane. Non so se la classe del maestro Camillo sia una classe particolare, ma dai suoi video si intuisce che si lavora in perfetta armonia e in un apprezzabile silenzio. Sì, lo so, potrebbe essere frutto di una calcolata preparazione per la registrazione…sembra in ogni caso il paradiso.

Basta dire le paroline magiche: – Prendete lo strumento….che inizia una sinfonia nella quale ognuno dei venticinque pargoli cerca di mettere del suo, utilizzando in maniera del tutto personale il colorato oggetto. C’è chi (ho provato a chiedere perchè, ma non ho ottenuto risposta) lo picchia sul banco; qualcuno alza e abbassa i tasti cercando di fare più rumore possibile; l’artista, sempre presente, lo sta già istoriando con il lapis; qualcuno improvvisa una battaglia aerea, nella quale i tasti che si abbassano sono delle potenti bombe.

A tutto questo aggiungiamo T. (l’iniziale è di fantasia) che si comporta normalmente, quindi sta cercando di emulare, alternativamente, la sirena di una nave da crociera e quella della fabbrica, con audaci  contaminazioni ferroviarie.

In fondo, nell’ultimo banco, scorgo, con una speranza nel cuore, L. tranquillo e in attesa di istruzioni; vorrei congratularmi con lui, ma scopro che non ha ancora tirato fuori lo strumento e…- Maestro? Cosa dobbiamo prendere?

Più o meno succede ancora, dopo due settimane, e per cominciare a fare qualcosa ci vogliono dieci minuti buoni alla fine dei quali me li vedo davanti con un mano sulla bocca, una sulla testa (qualcosa bisogna inventarsi), ma con l’allegria negli occhi perché per loro è un gioco anche questo: allora non ce la faccio neanch’io e comincio a ridere, trascinandomi dietro  25 bambini (per qualche momento tace anche la sirena umana).

Camillo Bortolato, riuscirò a renderti onore?

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